aosta teatro romano

Aosta è una delle città migliori se si vuole fare un viaggio al tempo dell’antica Roma perché è rimasto davvero tanto di quel periodo. Il capoluogo valdostano dopo la caduta dell’impero non si è sviluppato molto in dimensione, riuscendo così a conservare larghe porzioni di strutture romane che in genere vanno distrutte, come le mura che qui si vedono ancora correre nel centro storico .

La fondazione della colonia romana di Aosta è avvenuta nel 25 a.C. durante il principato di Augusto, da cui il nome di Augusta Pretoria, che è poi diventato col tempo Aosta. Come tutte le città romane era di forma quadrangolare con un impianto di strade ortogonali così ben definito che ancora oggi si intravede nella pianta della città moderna. Aveva poi tutto quello che i romani consideravano fondamentale perché un insediamento potesse chiamarsi città e cioè foro, teatro, anfiteatro, terme e cinta di mura.

pianta aosta romana
Pianta di Aosta. In rosso è segnato il percorso delle mura antiche e in giallo quello delle vie principali (cardo e decumano). Dati della mappa: Google, Maxar Technologies; modifiche dell'autore.

Ecco quello da vedere durante una visita all’Aosta romana!

Mura romane di Aosta

Se arrivate col treno le mura saranno la prima cosa che vedrete perché usciti dalla stazione ve le trovate davanti sulla destra, insieme alle statue di Cesare e Augusto sotto i pini ai lati della strada che porta verso il centro. Le mura in origine arrivavano a quasi 7 metri di altezza e 2 di larghezza; erano rivestite di blocchi di pietra e in un punto si può ancora intravedere l’agger, un sistema difensivo che prevedeva muri e terrapieni per rinforzare le mura esterne.

Le mura di Augusta Pretoria erano davvero imponenti ed è curioso che lo siano perché quando sono state costruite non c’erano nemici da cui difendersi, visto che i confini dell’impero erano ben più distanti. I romani le hanno costruite per motivi ideologici perché Aosta era la prima città che si incontrava in Italia arrivando dalla Gallia e doveva quindi trasmette un messaggio di potenza, ricchezza e forza militare che si voleva associare all’impero.

Potete vedere alcuni tratti di mura vicino alla stazione e poi un po’ lungo tutto l’antico tracciato indicato in rosso nell’immagine sopra. Vicino alla stazione si torva invece la Torre del Pailleron, la torre romana meglio conservata, anche se più bassa dell’originale e con inserti in mattoni dovuti ai restauri ottocenteschi.

Teatro romano e anfiteatro

facciata teatro romano aosta
Facciata meridionale e cavea del teatro romano

Il teatro è uno dei simboli della città perché si è conservata benissimo la facciata e si riconosce molto bene anche la cavea con le gradinate. La facciata è alta ben 22 metri per cui sarà facile individuare il teatro quando sarete nei paraggi.

Il posto è molto bello e non è stato scelto a caso: il teatro si trovava nell’angolo a nord-est contro le mura, rivolto a nord in modo che gli spettatori avessero di fronte le montagne, anche se queste sarebbero state in parte coperte dalla scenae frons (il fondale di pietra dietro il palco), ora ridotta alle sole fondamenta.

In via Porta Pretoria nella stessa zona del teatro si trovava l’anfiteatro, di cui non si vede quasi più nulla. Una parte è stata inglobata all’interno di un monastero che prende quindi una strana forma ricurva come si vede dalla foto a fianco. Si tratta però di proprietà privata quindi vedrete i restio dell’anfiteatro meglio dal satellite che si persona sul posto.

area del teatro e anfiteatro aosta
Area del teatro e dell'anfiteatro (area in violetto). Dati della mappa: Google, Maxar Technologies; modifiche dell'autore.

Porta Pretoria

La Porta Pretoria è una delle quattro porte che si aprivano nelle mura, più precisamente quella orientale. Tutte le città romane avevano quattro porte e tutte avevano gli stessi nomi: Porta Praetoria a est, Porta Decumana a ovest, Porta Principalis Sinistra a nord e Porta Principalis Dextera a sud. I romani eccellevano in tante cose, ma l’originalità non era proprio il loro punto di forza. Per noi però è molto pratico perché così sappiamo dove cercare quello che ci interessa (che poi è il motivo per cui i romani non si sforzavano di essere particolarmente inventivi).

La Porta Pretoria si trova in un’ottimo stato di conservazione. Si vede allora bene come appariva una porta romana che al contrario di quello che si può pensare non è un semplice varco in un muro, ma in questo modello (porta a cavedio) è una struttura più complessa. Si tratta di una fortificazione con due ingressi, uno verso l’esterno della città e uno verso l’interno, e che racchiude al centro un cortile di guardia. Nella cinta muraria si aprivano più aperture e la Porta Pretoria di Aosta non fa eccezione, avendo ha un grosso varco centrale che serviva per il passaggio dei carri e due laterali più piccoli per i pedoni.

Arco di Augusto

arco di augusto
Arco di Augusto

L’arco di Aosta è molto famoso perché è uno degli archi trionfali romani più antichi (è del 25 a.C.). In epoca romana si trovava fuori dalla città, sulla strada che dalla campagna portava alla Porta Pretoria e che troverete quindi al termine di via Sant’Anselmo, la via che inizia dopo la monumentale porta romana.

L’arco che vediamo noi è più tozzo dell’originale perché ha perso l’attico, la parte soprastante dove in genere si trovavano i bassorilievi e la dedica alla persona a cui l’arco era dedicato, in questo caso Augusto. Adesso invece in cime troviamo un tetto a lose tipicamente valdostano e decisamente non romano.

Criptoportico forense

criptoportico aosta
Dentro il criptoportico

Uno dei luoghi più suggestivi dell’Aosta romana è invece il criptoportico che si trova sotto Piazza Giovanni XXIII, dove si trovava il foro. Si tratta di una doppia galleria divisa al centro da una fila di archi ribassati; quando è stato costruito era interrato solo per due terzi e non è ancora chiaro a cosa servisse (magazzino? Costruzione con funzioni di sostegno al portico sopra?). Quello che è certo è che è di grande effetto, grazie ai restauri e alla giusta illuminazione che crea un’atmosfera fuori dal tempo.

Complesso di Sant’Orso

Qui in realtà non potete vedere dei monumenti romani, perché la Collegiata di Sant’Orso e la chiesa di san Lorenzo sono il risultato dello sviluppo di due basiliche paleocristiane di V e VI secolo. Tutte e due però sono sorte su antiche necropoli romane che si trovavano fuori dalla città e che si possono in parte vedere nel percorso di visita sotto San Lorenzo. Sant’Orso e San Lorenzo si trovano in Piazza Sant’Orso, un’area che in epoca romana era appunto fuori le mura, accanto alla strada che portava all’ingresso orientale della Porta Pretoria ma che ora è pieno centro storico.

Biglietti per visitare i monumenti dell’Aosta romana

Per visitare i siti dell’Aosta romana si può fare un biglietto cumulativo che comprende il teatro romano, il criptoportico forense, la chiesa paleocristiana di San Lorenzo e il Museo archeologico regionale al prezzo di 7€ o 5€ (ridotto). Tutte le informazioni le trovate sul sito della regione.

Cos’altro fare a Aosta?

Con una gita di un giorno non rimane tempo per visitare altro e sarebbe meglio tornare una seconda volta per vedere il resto. Si avrà però il tempo per pranzare e allora non si può fare a mano di assaggiare qualche specialità, come il lardo di Arnaud e soprattuto l’eccezionale fonduta valdostana. Sono in molti a offrirla perché soprattutto i turisti vogliono provarla: la parte più difficile è trovare un locale meno turistico e più casereccio per gustare quella tradizionale, possibilmente anche in dosi più generose di quelle un po’ tristi da degustazione. Per questo fatevi consigliare dai locali, i giudici migliori per questo genere di cose!

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