musei italiani più visitati

Ogni anni il Ministero per i beni e le attività culturali pubblica la lista musei più visitati in Italia che raccoglie i 30 musei o siti archeologici in Italia preferiti da italiani e stranieri nell’anno precedente. Il 2019 è stato un buon anno per la cultura visto che gli ingressi sono aumentati del 2,4% arrivando a un totale di 30 milioni i visitatori. Qui ho raccolto i primi 10, tra cui resistono da anni senza sorprese pilastri del sistema museale italiano come il Colosseo e gli Uffizi. Vediamo quali sono nel dettaglio i musei più visitati in Italia e cerchiamo di capire cosa funziona meglio e cosa possa essere migliorato.

I 10 musei più visitati in Italia nel 2019

10 musei più visitati italia
Il Colosseo, il sito più visitato in Italia. Foto di Yoal Desurmont su Unsplash.
 MUSEO20182019
1Parco archeologico del Colosseo7.650.5197.554.544
2Gallerie degli Uffizi4.137.6934.391.861
3Parco archeologico di Pompei3.780.9303.937.468
4Galleria dell’Accademia di Firenze1.719.6451.704.776
5Castel Sant’Angelo1.113.3731.197.078
6Museo Egizio di Torino848.923853.320
7La Venaria Reale958.903837.093
8Reggia di Caserta845.131728.231
9Villa Adriana e Villa D’Este724.004720.188
10Museo Archeologico Nazionale di Napoli616.878670.594
  1. Il Colosseo è sempre sul gradino più alto del podio, inarrivabile per tutti con i suoi 7 milioni e mezzo di visitatori, nonostante siano leggermente calati nel 2019. Quando si tratta di luoghi così frequentati in realtà non è nemmeno un male che diminuiscano gli ingressi perché il rischio di usura dei monumenti e delle opere conservate nei musei a causa di queste grandi masse di persone che arrivano ogni giorno è sempre alto.
  2. Gli Uffizi si trovano subito dietro il Colosseo, posizione più che giustificata data l’incredibile quantità di capolavori concentrati nei due piani del museo. Vista l’affluenza di pubblico diventa sempre più importante pensare di prenotare il biglietto e saltare la fila che in estate può essere interminabile. Questo permette anche al museo di distribuire meglio i visitatori durante tutta la giornata, evitando calche in alcune ore e sale quasi deserte in altre. Tutti vantaggi che si possono ottenere con un piccolo sovrapprezzo.
  3. Terzo classificato, il parco archeologico di Pompei. Qui i numeri differiscono un po’ dal sito ufficiale del parco perché sembra riunire tutti i siti, cioè Pompei, Ercolano, Stabia, Oplontis e Boscoreale, anche se nei primi 30 della lista dei musei più visitati si trova anche Ercolano, scorporato dal gruppo. In ogni caso anche considerando il solo sito di Pompei si arriva a più di 3 milioni di visitatori, garantendogli la terza posizione.

Nella classifica dei musei più visitati in Italia nel 2019 la fanno da padrona quattro regioni nei primi 10 e cinque nei primi 30: Lazio, Toscana, Campania e Piemonte a cui si aggiunge la Lombardia. Il Lazio è ovviamente primo grazie a Roma e già solo con il Colosseo scala tutti i gradini della classifica; ci sono poi gli altri luoghi di grande richiamo e di grandissima importanza artistica e storica, come Castel Sant’Angelo e Villa Adriana e Villa D’Este, entrambi nella top 10. Anche la Campania primeggia con il traino di Pompei, così come la Toscana con gli Uffizi e il diffuso sistema di musei e altri siti culturali che tappezza la regione. Il Piemonte è ormai affermata meta turistica anche per chi arriva dall’estero e ospita due dei dieci musei più visitati in Italia, che sono il Museo egizio di Torino, stabilmente sopra agli 800.000 visitatori, e la Reggia di Venaria, con numeri simili. La Lombardia entra in classifica con il Cenacolo Vinciano al quindicesimo posto con 445.728 ingressi, seguito a breve distanza dalla Pinacoteca di Brera (417.976 visitatori) e dal Palazzo Ducale di Mantova (346.462).

Non solo arte: l’archeologia attira milioni di visitatori ogni anno

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Pompei. Foto di Iwona Castiello d'Antonio su Unsplash.

Ben cinque siti sui 10 più visitati in Italia nel 2019 sono legati all’archeologia: il Colosseo, Pompei, il Museo egizio di Torino, Villa Adriana a Tivoli, il Museo archeologico di Napoli. C’è da dire che questi sono siti straordinari per cui si evita il solito problema dell’archeologia difficile da interpretare da chi non la conosce e si trova davanti a cocci di ceramica o frammenti di metallo erosi dal tempo che non gli trasmettono la stessa emozione di un David o di una Nascita di Venere.

Pompei permette infatti un viaggio nel tempo e di camminare per le strade di una città romana congelata nell’attimo della sua distruzione, il Colosseo consente un’esperienza simile, forse mediata soprattutto da Il gladiatore, ma che non manca di stupire i visitatori. Villa Adriana è una magnifica villa di età imperiale romana immersa in un contesto naturale eccezionale. Il Museo egizio di Torino espone reperti eccezionalmente conservati per cui non c’è bisogno di usare la fantasia per immaginare come vivessero gli egizi, anche grazie ai molti oggetti di vita quotidiana presenti nelle sale del museo. Il Museo archeologico di Napoli infine ha opere d’arte straordinarie come la copia romana del Doriforo e i mosaici e gli affreschi di Pompei, che lo rendono più simile a un museo di arte che a uno archeologico.

Nelle altre venti posizioni sono presenti ancora sei musei e siti archeologici. È incoraggiante vedere la crescita di Ercolano, la sorella ignorata di Pompei, anche se i suoi numeri sono ancora troppo bassi per alleviare davvero la pressione dei turisti sul primo, che ha ancora aumentato i visitatori. Soprattutto meritano più attenzione Stabia e Oplontis, siti che conservano domus che non sfigurano con quelli dei siti più famosi di Pompei e Ercolano e che tuttavia hanno ogni anno solo 55.000 visitatori circa.

Chi scende e chi sale nella classifica dei musei più visitati in Italia nel 2019

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Foto di Tommi Selander su Unsplash.

Le prime posizioni per i musei più visitati in Italia nel 2019 rimangono abbastanza stabili, solo la Reggia di Venaria e la Reggia di Caserta subiscono un calo di presenze. In generale i primi trenta musei sono in crescita, in particolare la Galleria Nazionale delle Marche nell’ultimo anno ha avuto un exploit passando da 194.099 a 265.575 visitatori. Anche se non è in classifica fa molto bene anche la Basilicata grazie a Matera capitale europea della cultura, mentre tutta l’area di Napoli registra un incremento di visitatori con il Museo di Capodimonte che aumenta gli ingressi addirittura del 34,2% e Castel Sant’Elmo del 18,7%.

Bisogna ricordare che tutti questi numeri devono essere in parte ricondotti anche alle domeniche gratuite al museo che hanno portato 17 milioni di persone in musei e siti archeologici. Se l’iniziativa ha buona intenzioni poiché vuole rendere la cultura più accessibile e trasformare una visita al museo in un’attività normale e non straordinaria, tuttavia si potrebbe pensare a qualche miglioramento, come già suggerito dai professionisti del settore. Il problema principale è che a catalizzare i visitatori sono i grani musei o siti archeologici che addirittura soffrono i troppi ingressi, mentre i musei più piccoli e meno conosciuti approfittano marginalmente di questa iniziativa.

Se però su questo aspetto è più difficile intervenire si potrebbe subito cambiarne un altro e cioè non solo l’assoluta gratuità degli ingressi, ma anche l’impossibilità stessa di lasciare un’offerta libera: perché non fare come con i musei gratuiti di Londra, nei quali a inizio o a fine visita è possibile fare una piccola donazione? In questo modo si permetterebbe a tutti di accedere liberamente al museo una domenica al mese, ma chi vuole può lasciare un’offerta. A Londra è raro vedere visitatori che escono senza inserire almeno qualche sterlina nella cassetta vicino all’ingresso; perché non provare anche in Italia? I nostri musei sono alla costante ricerca di risorse e se in questo modo quelli più grandi e con più attrattiva sul pubblico aiutassero quelli più piccoli ci guadagnerebbero tutti.

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