visitare roma antica

Nel precedente articolo abbiamo iniziato un tour archeologico di Roma antica attraverso il Palatino, il Campidoglio e il Campo Marzio. Ora continuiamo a visitare Roma antica salendo sui colli dell’Aventino, dell’Esquilino, del Celio e entrando nel quartiere di Testaccio.

Visitare Roma antica tra l’Aventino e il Celio

Aventino (1 giorno)

Se al tempo dell’antica Roma il Palatino era legato al potere regale e ai nobili, l’Aventino era invece il colle popolare per eccellenza. I due colli sono separati da una stretta valle che ospita il Circo Massimo e fin dall’antichità sono contrapposti l’uno all’altro non solo da un punto di vista geografico. La leggenda vuole che Remo avesse occupato l’Aventino, poiché intendeva fondare la città qui, a differenza del fratello Romolo che aveva scelto il Palatino; e sempre sull’Aventino Remo sarebbe stato seppellito.

Nel 494 a.C. la plebe mise in atto il primo sciopero della storia occidentale, abbandonando Roma in massa e rifugiandosi sull’Aventino in segno di protesta contro lo strapotere patrizio. La secessione dell’Aventino è uno degli eventi più famosi della storia repubblicana, così come il discorso pronunciato per riconciliare le due parti. Nel cosiddetto apologo di Menenio Agrippa il senatore paragonava ogni componente della popolazione a una parte del corpo, per cui quando tutte lavorano insieme lo stato prosperava, mentre quando una cessava di funzionare tutto il corpo ne soffriva fino a morire.

L’Aventino è il colle più ripido di Roma e da qui si gode di una splendida vista sulla città. In particolare qui si trova il «Buco della serratura», cioè la serratura del portone del Priorato dei Cavalieri di Malta attraverso la quale si vede la cupola di San Pietro. L’effetto cannocchiale la ingrandisce e lascia a bocca aperta i turisti che fanno la coda per poter sbirciare attraverso quel piccolo foro. Se vi trovate sull’Aventino e vedete una lunga fila di persone che aspetta davanti a un portone chiuso, ora sapete perché lo fanno!

Circo Massimo

Il Circo Massimo è uno dei monumenti più antichi della città, tanto che secondo la tradizione fu qui che avvenne il ratto delle sabine sotto il regno di Romolo. All’epoca il circo doveva essere poco più di un’area in terra battuta capace di contenere una grande quantità di persone, perché furono i Tarquini a sistemare la valle per permettere le corse dei carri, mentre le costruzioni in muratura arriveranno solo con Giulio Cesare.

La dimensione del Circo Massimo è impressionante: lungo 600 m e largo 140 m, è l’edificio per spettacoli più grande dell’antichità. Ancora oggi ospita infatti grandi eventi come concerti o celebrazioni di vario genere, tra cui non si possono non citare i festeggiamenti per la vittoria ai mondiali di calcio del 2006.

Da poco la visita al circo si è arricchita con la realtà aumentata e virtuale che immerge il visitatore nelle varie fasi di vita del monumento grazie alle ricostruzioni 3D. Si tratta di un progetto all’avanguardia in particolare per l’estensione dell’area in cui è impiegato. Per la visita virtuale bisogna comprare un biglietto a parte, quello per la Circo Massimo Experience: guardate il video di presentazione e valutate se non ne vale la pena!

Terme di Caracalla

Nell’antichità le Terme di Caracalla erano conosciute come Thermae Antonianae, perché il vero nome dell’imperatore era Marco Aurelio Severo Antonino Pio Augusto. Caracalla era il soprannome, derivato dalla veste di origine gallica che amava portare e che si chiamava appunto caracalla. Queste terme sono tra le più grandi e meglio conservate e ancora oggi meravigliano per la loro imponenza, in particolare quando arriva il buio e i resti delle terme emergono dalla notte, illuminate da una calda luce arancione. Le Terme di Caracalla sono infatti una cornice ambitissima per gli spettacoli serali, soprattutto concerti e eventi di danza.

Potete trovare tutte le informazioni per la visita sul sito della cooperativa che gestisce le terme.

Testaccio (1/2 giornata)

Il quartiere prende il nome dal monte Testaccio, una collinetta artificiale di rifiuti di epoca romana. Nel II secolo d.C. i romani usarono questa zona fuori dalle mura come discarica e col tempo si accumularono tanti resti ceramici da creare un’altura. Oggi Testaccio è famoso non solo per questo colle così particolare, ma anche per le sue osterie, tra le migliori di tutta Roma.

Piramide Cestia

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La Piramide Cestia inglobata in un tratto delle Mura Aureliane

Roma non è solo ricca di obelischi: ha anche una piramide alta più di 36 m! Si tratta della Piramide Cestia, monumento funerario del ricchissimo Gaio Cestio Epulone che nel suo testamento aveva espressamente chiesto ai suoi eredi di essere seppellito in una piramide, pena la perdita dell’eredità. La piramide è molto più stretta degli originali egiziani perché i romani impiegarono nella sua costruzione il calcestruzzo, che permetteva forme più ardite.

Questa bizzarra costruzione è un esempio lampante della ricchezza e del desiderio di ostentazione delle classi agiate romane agli albori dell’impero (siamo tra il 18 e il 12 a.C.), per cui un semplice sepolcro lungo le vie di accesso alla città non bastava più. Dello stesso periodo per esempio è anche il mausoleo di Cecilia Metella lungo la Via Appia, uno dei più grandi mai realizzati dai romani.

La Piramide è inoltre uno splendido esempio di reimpiego del III secolo d.C., perché quando furono costruite le Mura Aureliane i romani pensarono bene di inglobarla nel tracciato, in modo da risparmiare sul materiale da costruzione.

Centrale Montemartini

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Centrale Montemartini

Questo è uno dei musei archeologici meno conosciuti di Roma e allo stesso tempo uno dei più suggestivi. La Centrale Montemartini è infatti un ex centrale termoelettrica riconvertita in museo; la particolarità è che l’aspetto da fabbrica è rimasto, con tanto di macchinari! Le statue antiche si trovano così esposte tra turbine, caldaie e motori diesel, creando un contrasto unico fra archeologia classica e archeologia industriale.

Per arrivare conviene scendere alla fermata metro Garbatella; da lì le indicazioni per la Centrale sono chiare e a piedi ci vorranno solo pochi minuti. Per tutte le altre informazioni potete visitare il sito ufficiale.

Esquilino (1/2 giorno)

In epoca romana l’Esquilino rimase poco costruito. Qui si trovavano gli horti dell’aristocrazia e dei ricchi romani e oltre le mura fin dai tempi antichi esisteva una grande necropoli. I resti archeologici più interessanti sono quelli delle Terme di Diocleziano (III secolo d.C.) e di un breve tratto delle vecchie Mura Serviane (VI secolo a.C., ricostruite nel III secolo a.C.), entrambi vicino alla stazione Termini. Qui si trova anche una delle sedi più importanti del Museo Nazionale Romano.

Palazzo Massimo alle Terme (Museo Nazionale Romano)

Affreschi a Palazzo Massimo alle Terme
Affreschi a Palazzo Massimo alle Terme

Il Museo Nazionale Romano ha quattro sedi, ma in genere quando qualcuno dice di averlo visto si riferisce a Palazzo Massimo. Il museo è uno di quelli che non dovrebbero mancare nell’itinerario di chi vuole visitare Roma antica, perché contiene pezzi davvero straordinari. Appena dopo l’ingresso a accogliere i visitatori ci sono infatti l’Augusto di via Labicana e il Generale di Tivoli: il primo è una delle statue più famose dell’imperatore Augusto, mentre il secondo ritrae un generale del II secolo a.C., quando l’arte romana iniziava a accogliere i canoni delle scultura greca. Il corpo seminudo del generale, muscoloso e perfetto come voleva l’arte greca, contrasta infatti violentemente con il volto rugoso e realistico, tipico della ritrattistica romana.

Nelle sale si trovano poi altri capolavori dell’arte antica, come il Pugilatore, che mostra le sue ferite così realistiche; o i meravigliosi affreschi strappati dalle ville in cui sono stati rinvenuti e portati nel museo. Una delle sale più mozzafiato è quella del Triclinio di Livia, la moglie di Augusto: gli affreschi ricreano l’aspetto della sala del triclinio, decorata come se fosse un giardino pieno di fiori e animali resi con una cura per i dettagli impressionante. Sedetevi su una panca e fermatevi a ammirare gli affreschi per qualche minuto: vedrete la luce cambiare per simulare i diversi momenti della giornata, dall’alba, al giorno pieno, al tramonto. Una sala eccezionale valorizzata in modo superbo dall’allestimento.

Qui il sito del museo.

Celio (1/2 giornata)

Il Celio è l’ultimo dei colli che dovrete raggiungere in questo percorso per visitare Roma antica. Era un colle periferico e infatti qui il monumento più significativo è il lungo tratto di Mura Aureliane, percorribili ancora per una buona parte.

Museo delle Mura e Mura aureliane

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Vista sulle Mura Aureliane dalla terrazza

Il museo ha sede nella Porta San Sebastiano, dalla quale si accede alla Via Appia, per cui vi consiglio quindi di visitarlo prima di incamminarvi nel parco regionale dell’Appia Antica.

Anche se per me questo è uno dei posti più belli per chi ama la Roma antica, è stranamente poco conosciuto. E se non attira frotte di turisti non è certo per il prezzo probitivo del biglietto, considerato che è gratis! Forse il motivo è che Roma è talmente ricca di meraviglie che dovendo fare una selezione dei posti da visitare il bellissimo Museo delle Mura scende in fondo, scavalcato dai Fori, dal Colosseo o dai Musei Capitolini.

Una volta entrati nel museo potrete osservare nei quattro plastici l’evoluzione delle Mura Aureliane costruite per volere dell’imperatore Aureliano tra il 270 e il 275 d.C. Roma si era infatti ingrandita e se fino al secolo prima le antiche Mura Serviane erano solo un ricordo del tempo in cui la città doveva temere attacchi nemici, nel III secolo d.C. la difficile situazione dell’impero aveva richiesto con urgenza la costruzione di una nuova e più imponente cinta muraria. Queste mura erano così solide che rimasero un’impenetrabile difesa per Roma per secoli e riuscirono a essere abbattute solo nel 1870 dall’esercito piemontese quando creò la famosa Breccia di Porta Pia.

Questo è il sito del museo.

Pochi metri prima del Museo delle Mura si trova poi un altro celebre sito archeologico, quello della Tomba degli Scipioni, proprio il ramo della famiglia di Scipione l’Africano, che però non è seppellito qui. La visita avviene solo su prenotazione, quindi se volete passare anche di qui vi conviene informarvi sugli orari dal sito delle sovrintendenza.

Visitare Roma antica… fuori da Roma (1 giorno)

Via Appia

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Via Appia Antica

Ecco l’ultima tappa che affronterete se vorrete visitare la città secondo l’itinerario che vi ho indicato nei due articoli dedicati al tour archeologico di Roma antica. Purtroppo chi passa da Roma per un fine settimana non riuscirà a camminare lungo la «regina delle strade», come la chiamavano gli stessi antichi romani; chi invece si ferma per più giorni non dovrebbe perdersi questa esperienza, che unisce alla storia antica un’immersione nella natura. Grazie all’accanita lotta di architetti e archeologi del secolo scorso, infatti, la Via Appia è stata strappata alla speculazione edilizia e con la creazione del parco naturale (e in seguito parco archeologico) l’area è vincolata sia dal punto di vista archeologico che naturalistico.

Per chi invece di camminare preferisse andare in bici è inoltre disponibile un servizio di noleggio biciclette: trovate tutte le informazioni qui.

Cos’altro vedere a Roma e dove mangiare

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Visitare Roma antica

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2 commenti

  1. Mi piacerebbe tanto tornare a Roma e visitare monumenti e zone non così comuni o turistiche.
    Ricordo l’ultima volta che sono andato, alla ricerca di posti come il ludus magnus, luoghi che hanno molto fascino così vicini al colosseo ma poco visitati.

    • Ottima idea! Ho già in mente un articolo sui luoghi meno conosciuti di Roma (sì, ancora meno di quelli già poco famosi di questo post). Pensavo di scriverlo fra un po’ per non parlare solo di Roma per settimane, ma potrei anche anticiparlo se c’è interesse!

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