Tour archeologico di Roma antica su Palatino, Campidoglio e Campo Marzio

Quando progettiamo un tour archeologico per visitare Roma antica dobbiamo prima di tutto chiederci quanto tempo abbiamo: tre giorni, una settimana, un mese, un anno? Qualsiasi sia la vostra risposta, non basterà a vedere tutto. A chi sa dove guardare i resti dell’antica Roma sono ovunque e a ogni angolo si può vedere il riuso di una colonna o un capitello nei quartieri medievali o nelle chiese e nei palazzi rinascimentali. Roma infatti non è stata sepolta dalle ceneri di un vulcano come Pompei, rimanendo cristallizzata nel passato romano antico. È sempre stata abitata e ha continuato per secoli a produrre palazzi, piazze, chiese e meraviglie di ogni genere. Il fascino di Roma sta proprio in questa stratificazione temporale che in una sola città riesce a sintetizzare la storia d’Europa.

In un primo momento questo articolo doveva racchiudere tutti i siti archeologici più importanti e famosi di Roma, riservando quelli meno conosciuti per un post successivo. Quando però ho iniziato a scrivere mi sono resa conto che anche così sarebbe diventato esageratamente lungo, per cui l’ho spezzato in due parti. In questo articolo parlerò dell’itinerario archeologico di Roma antica fra Palatino, Campidoglio e Campo Marzio; nel prossimo sarà la volta dell’Aventino, di Testaccio, dell’Esquilino e del Celio.

Come organizzare il tour archeologico di Roma antica

Di seguito ho elencato alcuni dei luoghi più significativi per un tour archeologico dell’antica Roma, indicando il quartiere dove si trovano e il tempo che in media ci può volere a visitarli. Per organizzare il vostro viaggio non dovrete però tenere conto solo dei giorni che avete a disposizione, ma anche del grado di approfondimento che volete raggiungere.

Se siete viaggiatori «normali» potete scegliere i monumenti e i luoghi che vi affascinano di più e dedicare loro un paio di giorni all’interno di un viaggio che comprenda anche altre attrazioni della città, come i Musei Vaticani e la Galleria Borghese. Cercate di visitare musei e siti archeologici raggruppati a seconda del luogo come ho indicato io, perché è vero che Roma ha la metro e i mezzi pubblici con cui muoversi, ma in alcuni punti è possibile spostarsi solo a piedi. Per evitare di scarpinare inutilmente su e giù per i colli, con conseguente stanchezza e notevole perdita di tempo, bisogna quindi scegliere l’itinerario con cura.

Se invece siete viaggiatori appassionati di archeologia potete seguire un itinerario archeologico al 100% (come ho fatto io) . Per esempio, un giorno sarà dedicato al Palatino, un altro all’Esquilino e all’Aventino, e così via. È possibile organizzare il viaggio dedicando ogni giorno a un colle diverso, anche se non sempre sarà possibile vedere in un solo giorno tutto quello che quella zona ha da offrire. In questi casi potete spezzare la visita in due giorni successivi.

Cosa vedere nel tour archeologico di Roma antica

Palatino (1 e 1/2 giorni)

Foro romano

Foro romano
Foro romano, da sinistra verso destra; il Tabularium, la Colonna di Foca, l'arco di Settimio Severo, la Chiesa di Sant'Adriano al Foro Romano e un pezzo della Curia

Il cuore della Roma repubblicana e imperiale. Un luogo che assolutamente non può mancare nel vostro itinerario di Roma, sia che abbiate in mente un viaggio dedicato alla scoperta dell’archeologia romana, sia che vogliate trascorrere un fine settimana nella Capitale per vedere le attrazioni più famose. I turisti in genere preferiscono il Colosseo, perché è rimasto più integro delle rovine dei Fori, che per secoli sono rimasti sotterrati e di cui oggi rimangono in piedi poche colonne.

Eppure, i Fori, e in particolare il Foro romano (quello repubblicano), hanno un fascino incredibile anche per chi non è appassionato di storia. Roma non manca mai di creare un’atmosfera magica per chi li visita: che ci sia il cielo azzurrissimo dell’estate, la pioggia o il tramonto che cala sui resti dei templi, ogni condizione atmosferica regala uno spettacolo che difficilmente vi lascerà indifferenti.

A seconda del tempo che avete potete scegliere se vedere il Foro romano o i Fori imperiali o entrambi. Se dovete limitare la visita a uno solo vi consiglio il Foro romano. È quello più antico, creato dopo la bonifica della palude ai piedi del Palatino e del Campidoglio già in età regia (VI secolo a.C.) e arricchito e abbellito nel corso dei secoli. Anche se la Curia attuale è una ricostruzione del tempo di Diocleziano (III secolo d.C.), qui è dove si riuniva il senato e dove hanno parlato Scipione l’Africano, Catone il Censore, Gaio Mario, Cicerone, Giulio Cesare. Dai Rostri davanti alla Curia Marco Antonio lesse il testamento di Cesare che segnò l’avvio della guerra civile contro i cesaricidi. Sempre da lì Cicerone arringò per anni il popolo, fino a quando, vittima delle epurazioni seguite alla sconfitta della fazione di Bruto e Cassio, la sua testa e la sua mano destra mozzate furono orribilmente esposte sui Rostri. Marco Antonio si vendicava così delle Filippiche con cui l’oratore si era scagliato contro di lui.

Tutta la storia di Roma fino all’avvento del principato di Augusto passa per il Foro e sarebbe troppo lungo elencare ogni episodio che a suo modo ha cambiato il corso della storia. Col passare del tempo lo stesso Foro ha cambiato conformazione, in particolare dopo le sistemazioni di Silla e Cesare. Per questo motivo consiglio a chi è pratico di archeologia di munirsi delle mappe antiche con le quali seguire le varie fasi di vita del Foro. Lo stesso suggerimento vale per chi ha solo un vago interesse per l’archeologia: con le piante dei Fori in mano sarà infatti molto più facile orientarsi tra le rovine e immaginare l’aspetto che avevano nell’antichità.

Palatino

Palatino
Ampliamenti severiani nella Domus imperiale sul Palatino

La visita ai Fori (o al solo Foro romano) vi prenderà già qualche ora, quindi se li vedete durante la mattinata potreste dedicare il pomeriggio al Palatino. Il colle dove Romolo avrebbe tracciato il solco con cui fondò Roma ricoprì sempre un alto valore simbolico. Qui Augusto fece costruire la sua residenza, ricollegandosi così al mitico fondatore di Roma che secondo la tradizione aveva la sua dimora sul Palatino. In effetti gli scavi condotti nel secolo scorso hanno trovato resti di capanne databili alla metà dell’VIII secolo a.C., che hanno avvalorato la tradizionale data di fondazione di Roma (753 a.C.).

Dopo Augusto altri imperatori risiedettero sul Palatino e verso la fine del I secolo d.C. Domiziano fece costruire la maestosa Domus Flavia, residenza ufficiale degli imperatori successivi. Nel III secolo Settimio Severo la ampliò ulteriormente con grandi terme e costruendo una terrazza che si affacciava sul sottostante Circo Massimo, retta da gigantesche sostruzioni in laterizio che ancora oggi lasciano a bocca aperta. Per questo motivo consiglio di visitare il Palatino a chi non si entusiasma a vedere siti archeologici con muretti alti poche decine di centimetri: i due piani delle Arcate Severiane appagheranno il vostro desiderio di grandiosità!

Prima di passare al celeberrimo Colosseo, un’ultima curiosità sul Palatino. Il colle nei secoli fu legato in modo indissolubile al concetto di potere regale, tanto che ancora oggi nelle lingue occidentali moderne resiste un riferimento al tempo in cui qui vi abitavano gli imperatori. «Palazzo», «palace, «Palast» derivano tutti dal latino palatium, termine che riprende il nome del Palatinum (Palatino).

Colosseo

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Colosseo di notte. Davanti i lavori per la metro C

Il simbolo di Roma antica non ha bisogno di presentazioni e forse conoscete già anche l’origine del suo soprannome. Il nome originario è infatti Anfiteatro Flavio in onore dell’imperatore Vespasiano, fondatore della dinastia Flavia, che ne ordinò la costruzione nel 72 d.C. Il termine di Colosseo deriva invece dalla statua colossale di Nerone rappresentato come dio Helios che sorgeva accanto all’anfiteatro.

Nei secoli il Colosseo è diventato un luogo misterioso e quasi magico, anche perché dopo la caduta dell’impero romano d’occidente si persero le impressionanti abilità architettoniche e ingegneristiche dei romani, le cui opere non potevano che lasciare increduli i viaggiatori che arrivavano nella Città Eterna.

Negli ultimi anni i restauri sul monumento hanno reso fruibili alcune parti che prima erano inaccessibili. La ricostruzione parziale della copertura dell’arena permette ai visitatori di scendere fino al livello in cui nell’antichità lottavano i gladiatori e venivano liberate le belve feroci. Sono presenti inoltre percorsi multimediali che illustrano la costruzione dell’anfiteatro e gli spettacoli che si svolgevano all’interno.

Per visitare il Parco archeologico del Colosseo (Foro Romano, Colosseo e Palatino) è meglio prenotare in anticipo per evitare code.Tutte le informazioni le trovate sul sito ufficiale.

Campidoglio (1 giorno)

Finita la visita sul Palatino e dintorni, è ora di spostarsi su un altro colle di grandissima importanza per la storia di Roma antica: il Campidoglio. Se l’altro era il colle del potere regale, questo è quello dedicato alle divinità. Qui sorse il primo e più grande tempio della città, intitolato a Giove Ottimo Massimo, di cui ora rimangono le grandiose fondazioni e poco altro. La posizione sopraelevata lo rese inoltre un luogo adatto per l’estrema difesa di Roma, come avvenne nel 390 a.C. quando i galli di Brenno invasero la città e i cittadini rimasti si rifugiarono sul colle per sfuggire loro. Qui avvenne il famoso episodio delle oche del Campidoglio, che con il loro starnazzare avvisarono i romani che i galli si stavano avvicinando durante la notte e impedirono così che venisse preso anche l’ultimo baluardo difensivo della città.

Oggi sul versante nord si erge l’Altare della Patria, mentre la cima è occupata dalla piazza monumentale progettata da Michelangelo, dove si affaccia la sede del Comune di Roma e i Musei Capitolini.

Musei Capitolini

Musei Capitolini
Testa e mano colossale di Costantino nel cortile dei Musei Capitolini

Il museo si trova in uno splendido palazzo a cui lavorò anche Michelangelo e vanta un primato mondiale: è infatti il museo pubblico più antico al mondo. Fu papa Sisto IV a iniziare la collezione quando nel 1471 donò al popolo romano alcune opere, tra le quali vi erano la Lupa Capitolina, lo Spinario e la testa colossale di Costantino. Il museo custodisce pezzi straordinari non solo dal punto di vista artistico, ma anche storico. Per esempio nella Sala della Lupa sono conservati i Fasti Capitolini Consolari e Trionfali, un frammento dell’elenco che in antichità registrava i magistrati di Roma dall’inizio della repubblica fino al regno di Augusto. I Fasti Trionfali elencavano invece i generali che avevano avuto diritto a un trionfo.

In una delle sale più spettacolari si trova poi la statua equestre di Marco Aurelio e le fondazioni del Tempio di Giove. Un plastico molto ben fatto mostra dove si trovasse la porzione di tempio ancora visibile e una serie di pannelli e teche spiega la sua evoluzione nel tempo. I resti delle decorazioni architettoniche presentano ancora tracce di colore che restituiscono l’immagine di come doveva apparire in epoca romana.

Nelle altre sale si trovano poi sezioni dedicate alle epigrafi, alla ritrattistica di tutti gli imperatori della storia romana, e ancora opere d’arte come la Venere Capitolina.

Foro Boario e Bocca della Verità

Tempio di Ercole Vincitore nel Foro Boario

Tra il Tevere e le pendici dei colli Palatino, Campidoglio e Aventino è situato il Foro Boario, il luogo dedicato alla vendita del bestiame da cui prende il nome (in latino Foro Boarium o Bovarium). La zona del mercato si affiancava a un’area sacra dove ancora oggi possiamo vedere due templi repubblicani arrivati miracolosamente fino a noi. Si tratta del Tempio di Portuno e del Tempio di Ercole Vincitore, che ha un’insolita pianta circolare. Per questa sua peculiarità a volte viene chiamato erroneamente Tempio di Vesta, che invece si trova nel Foro romano.

Nel portico della chiesa di Santa Maria in Cosmedin si trova invece la Bocca della Verità, attorno al quale girano leggende di ogni tipo ma che altro non è che un tombino! Questo la dice lunga, tuttavia, sull’eccezionale ricchezza architettonica dell’antica Roma, visto che persino i tombini potevano essere opere d’arte in marmo.

È possibile visitare il Foro Boario la prima e terza domenica del mese, su prenotazione. Per ulteriori informazioni potete guardare qui. La Bocca della Verità si può vedere senza bisogno di prenotazioni, ma bisogna stare attenti agli orari: è visitabile dalle 9.90 alle 17.50.

Campo Marzio (1/2 giornata)

Il Campo Marzio era la zona fuori dalle mura di Roma dedicata alle votazioni e alla leva militare. I due eventi sono legati l’uno all’altro, perché chi combatteva aveva il diritto di voto. I cittadini romani con pieni diritti e doveri erano quindi gli uomini sopra i 17 anni, età alla quale si diventava maggiorenni, mentre erano esclusi dai diritti politici donne, schiavi e stranieri senza cittadinanza. Durante quasi tutta l’età repubblicana il Campo Marzio si presentava come una distesa priva di monumenti se non per l’area sacra accanto alle vecchie mura serviane, i Saepta e la Villa Publica, ossia il recinto dove avvenivano le votazioni e la dimora dove erano alloggiati gli ambasciatori stranieri che non potevano entrare in città.

Verso la fine della repubblica però il Campo Marzio iniziò a essere interessato da nuove costruzioni e sotto il regno di Augusto divenne il luogo privilegiato per l’edificazione di importanti monumenti come l’Ara Pacis o il Mausoleo di Augusto. Questo avvenne per un motivo ben preciso: essendo fuori dalla città era più facile sperimentare e osare con costruzioni che avrebbero potuto urtare la sensibilità repubblicana. Nel Campo Marzio infatti Pompeo costruì il primo teatro in muratura di Roma, un affronto alla tradizione che non voleva nulla di più di teatri provvisori in legno, poiché i tradizionalisti romani pensavano che il teatro potesse avere un’influenza negativa sul popolo. Il Campo Marzio è così diventato uno dei luoghi più costruiti e con i monumenti meglio conservati dell’antica Roma.

Pantheon

Pantheon
La luce che filtra dall'oculus della cupola del Pantheon si riflette vicino all'ingresso

La trasformazione di questa meraviglia architettonica in chiesa è ciò che l’ha salvata da spoliazioni e distruzioni. Il Pantheon che noi vediamo è il rifacimento di epoca adrianea del tempio voluto da Agrippa, fedele amico e genero di Augusto. La spettacolare copertura a volta appartiene a questa seconda fase (II secolo d.C.), così come la decorazione interna di marmi preziosi e il possente colonnato formato da colonne monolitiche di granito di Assuan, proveniente dall’Egitto.

Se l’idea che queste colonne siano riuscite a arrivare intatte dall’Egitto a Roma in nave e poi innalzate non fosse già abbastanza stupefacente, lo è il record che detiene la cupola. Con i suoi quasi 22 metri di altezza e 43,5 metri di diametro questa è la cupola in calcestruzzo non armato più grande del mondo. La cupola di Brunelleschi di Santa Maria del Fiore a Firenze è più ampia, ma è costruita in muratura. In più, la cupola del Pantheon rimase la più grande del mondo fino alla costruzione di quella del Brunelleschi nel 1436.

Il Pantheon meriterebbe un articolo a parte per descrivere tutte le tecniche costruttive geniali e innovative che hanno portato alla realizzazione di questo capolavoro, ma mi dilungherei troppo. Prima di passare da qui però vi consiglio di approfondire la sua storia.

Largo di Torre Argentina

I resti che appaiono al centro della piazza sono familiari a chiunque abbia studiato archeologia romana perché sono tra i più antichi templi romani scavati e sono presenti in ogni manuale universitario. Sono quattro templi di varie strutture, che appaiono davvero come un piccolo campionario dell’architettura religiosa del periodo (per chi ama i dettagli archeologici, si tratta di un tempio periptero sine postico, uno in antis, un prostilo e una tholos).

L’area archeologica di Largo di Torre Argentina è famosa anche per la colonia di gatti che ci abita e di cui si prende cura un custode. Se avete mai visto delle foto di gatti fra i resti di edifici romani quasi di sicuro si sono state scattate qui!

Teatro di Marcello e Portico di Ottavia

Tetro di Marcello. Alle sue spalle si intravede la sinagoga dell'ex ghetto

Per finire, il Teatro di Marcello. Dopo che Pompeo aveva infranto il tabù dei teatri in muratura, questi iniziarono a essere costruiti sempre più spesso, fino a diventare uno degli elementi caratteristici delle città romane. Questo teatro è intitolato a Marcello, nipote di Augusto destinato a diventare il suo successore. Marcello però morì a soli 19 anni, inaugurando la sfortunata serie di eredi designati da Augusto per la sua successione che morirono prima di lui (furono ben cinque).

Dietro al Teatro di Marcello si trova il Portico di Ottavia che delimitava l’area del Circo Flaminio. Ottavia era la sorella di Augusto e madre di Marcello, ma il complesso che le deve il nome è conosciuto in particolare per un altro periodo della storia di Roma. Il Portico di Ottavia era infatti uno degli ingressi del ghetto ebraico, dove gli ebrei furono confinati dal Cinquecento fino alla sua definitiva abolizione nel 1870.

Qui finisce il tour archeologico di Roma antica nelle zone del Palatino, del Campidoglio e del campo Marzio. Come ho scritto nell’introduzione però non è finita qui e nel prossimo articolo parlerò di cosa vedere sull’Aventino, a Testaccio, sull’Esquilino e sul Celio. Per non perdertelo iscriviti alla newsletter e seguimi su Instagram!

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